Victim of the Fashion System

oggi è mercoledì, 07 maggio 2008

ore 20:53

Reparto banalità. Anzi, reparto anziane.

Lunedì giorno di paga. In effetti lunedì scorso era il 5 del mese, quindi era a tutti gli effetti giorno di paga. Però il bancomat ha avuto l'ordine di elargirmi la pecunia solo oggi, ben due giorni dopo, alla faccia di chi dice che quelli che fanno il mio lavoro sono pagati bene.

Dunque mercoledì giorno di paga. E come tale, giorno di shopping iniziato alle profumerie Limoni dove ho comprato un profumo vero, e per vero intendo dire nella bottiglietta, e finalmente potrò accantonare per un po' i tristi campioncini avuti in regalo qui e là, e tenerli per il prossimo periodo di vacche magre monetarie. Oltre al profumo si annovreano tra gli acquisti: n°2 spazzolini da denti a setole medie, uno arancione (perché il rosa non c'era) e uno blu da maschi; n°2 dentifrici (uno sbiancante e uno alla menta pazza); n°1 crema abbronzante per il viso e sicuramente qualcos'altro che adesso non ricordo.

Poi sono passata in un negozio di scarpe dove ho comprato un paio di ballerine che sto già odiando perché mihanno già scorticato il piede sinistro, e poi sono passata da H&M, il paradiso delle shopping a basso costo che spesso giustifica la bassa qualità dei capi venduti.

Il negozio H&M di Bologna si sviluppa in altezza, quattro piani tutti dedicati al gentil sesso, così organizzati:

PIANO TERRA: accessori, super offerte speciali e roba che stai lì a chiederti se l'hanno trovata in un negozio degli anni ottanta.

PRIMO PIANO: donna classica - abbigliamento.

SECONDO PIANO: ragazza trendy ma non troppo, intimo.

TERZO PIANO: ragazza troppo giovane, low cost emo style.

Il piano che più frequento io è il primo piano, quello della donna classica, ma anche il piano terra non lo disdegno. Al secondo e al terzo ci vado poco ma soprattutto ogni volta che ci vado mi chiedo il perché, visto che c'è solo roba che ho smesso di mettere dieci anni fa.

Oggi però, dopo aver trovato una gonna a 12 euro e una camicia a 14 al primo piano, ho deciso di fare un giretto al secondo e al terzo. La cosa bella è che si vede di tutto, la fauna bolognese è variegata e arricchita di gente di tutto il mondo capitata qui per lavoro, studio, gite e chissà come mai ancora. Accertato che non c'era proprio niente da comprare al secondo e al terzo piano, sono scesa di nuovo al primo non sia mai che mi era sfuggito qualcosa.

Tra i vestiti e le borse vedo due ragazze che si provano dei cappelli e scherzano tra di loro. E intanto penso che in effetti il primo piano è quello con le cose più carine, quando una delle due sceme fa all'altra "dai, andiamo, questo lo chiamerei reparto banalità, anzi, reparto anziane. Ahahah!"

Cioé, dico... REPARTO ANZIANE??? Il mio reparto preferito? IO che ci trovo tanti bellissimi stracci??? ANZIANA?? Quanto avrei voluto dire a quelle due streghette venticinquenni che tra non molto avrebbero smesso di frequentare i piani emo e ci avrebbero fatto le radici nel reparto anziane, nel momento esatto in cui si renderanno conto di essere troppo vecchie per leggings, magliette a strisce e mollettine per capelli a forma di stella.

Poi tutta contrita sono scesa al piano terra, dove ho trovato un bellissimo vestitino da mare a nove euro, e sono andata alla cassa a pagare.

Totale della spesa: 37 euro e 25. Do al cassiere 40 euro e poi racimolo due euro e venticinque che gli offro per avere indietro il resto tondo. Il ragazzo ringrazia e tutto sorridente va alla calcolatrice per fare la differenza di quello che mi deve dare di resto. E lì ho capito. Io sarò anziana e frequento il primo piano, ma 'sti giovani di oggi non sono mica tanto svegli...

IKilledBarbie nella categoria me and the fashion system

commenti

oggi è lunedì, 28 aprile 2008

ore 18:07

Ok, lo faccio.

Dunque, pare che io sia stata nominata in un gioco che è a metà tra un test, anche se alla fine non si contano le stelline e i quadratini e non c'è nessun profilo psicologico da leggere, e una catena di Sant'Antonio.

Siccome già qui ci scrivo poco, in più mi ero prefissata di fare la spiritosa e invece mi sono ritrovata ad aprire il blog in un momento di blocco dell'artista comica (..), mi pare di fare cosa buona e giusta.

 

Dunque, nel circolo vizioso del giochino sono stata trascinata dal bel Pietro Fratta, che è stato bravissimo e ha messo tutte le immaginette con gli avatars. Io non ne sono capace, quindi basta la citazione. Poi devo dire 6 cose che mi piacciono.

Mo' sei cose sono poche, perché me ne piacciono molte di più, ma vediamo di fare il punto, in ordine sparso con le dovute eccezioni:

1) autocompiacermi;

2)  cucinare cose buone e farmi i complimenti da sola perché sono stata proprio brava;

3) le chiacchiere, le risate, e le cose serie dette con le persone a cui voglio bene;

4)il mio brutto gatto che si addormenta vicino a me e la mattina si siede in braccio per farsi fare le coccole mentre prendo il caffé;

5) fare lunghi viaggi in macchina (ma senza traffico possibilmente) e godermi i panorami;

6) in assoluto mi piace addormentarmi sul divano, meglio se raggomitolata in una copertina e appiccicata al mio amore, svegliarmi con lui, e pensare che bello, tutta la vita così.

 

Passo il giochino a chi passa.

 

 

 

IKilledBarbie nella categoria un bel gioco dura poco

commenti (3)

oggi è domenica, 02 marzo 2008

ore 22:13

Sonetto XLIII

In quanti modi ti amo? Lascia che li conti.

Ti amo quanto più profondo, e vasto e alto

L'anima mia può andare, quando, alla cieca,

Sonda i limiti dell'Essere della Grazia Ideale.

Ti amo quanto ciò che è necessario,

In ogni giorno, alla luce del sole e della candela.

Ti amo con libertà, come chi lotta per il Giusto;

Ti amo con onestà, come chi sfugge al Plauso.

Ti amo con la passione che mettevo nelle

Mie pene antiche, con la fede dell'infanzia.

Ti amo con quell'amore che pensai aver perso

Quando persi i miei santi. Ti amo col respiro

Le risa, i pianti di una vita intera! E, se vorrà il Signore,

Più ancora ti amerò dopo la morte.

Sempre lei. Sempre Elizabeth Barrett Browning, le sue parole sono le mie.

Perché adesso posso dirlo.

Sempre tua,



IKilledBarbie nella categoria my own

commenti (2)

oggi è lunedì, 25 febbraio 2008

ore 12:44

Pensierino delle 12,20

Ieri, dopo tanto tempo, sono tornata sul blog. Avevo voglia di lasciare un pensiero, qualcosa per te. Non mio purtroppo, ché a scrivere non sono tanto brava. Per fortuna Elizabeth ha ispirazione sufficiente per tutte e due, però.

Ed eccolo lì, il sonetto XIV, uno dei più belli. Per dire con parole altrui cose che mi appartengono nell'anima.

Buffo è stato constatare il lasso di tempo in cui non ho scritto. Poco più di tre mesi, i nostri mesi.

Elizabeth era una scrittrice, e di talento, checché ne dicano i critici. Era una scrittrice perché dal sentimento che provava per Robert Browning ha tirato fuori versi bellissimi, pieni di passione ma delicati al tempo stesso. E' quello che fanno gli scrittori, no? Dall'ispirazione, l'opera.

Io non sono una scrittrice, e al contrario, quando ho tanto dentro lo tengo per me. Per pudore forse,  perché non saprei cosa dire e in che forma.

Ma più passa il tempo e più torna la voglia di raccontare, di dire.

Che con te sono felice come non sono mai stata.

Ecco, l'ho detto.

 

IKilledBarbie nella categoria my own

commenti (2)

oggi è domenica, 24 febbraio 2008

ore 20:50

Sonetto XIV





Se devi amarmi, per null'altro sia
se non che per amore; non dire mai:
"L'amo per il sorriso, per lo sguardo,
la gentilezza del parlare, il modo
di pensare conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno". Queste
son tutte cose che posson mutare,
Amato, in se' o per te, e un amore
cosi' sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pieta' di lacrime
che bagnino il mio volto. Puo' scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
e perderti. Soltanto per amore
amami - e sempre, per l'eternita'.

E. B. Browning

IKilledBarbie nella categoria love love love

commenti

oggi è martedì, 23 ottobre 2007

ore 21:50

Ti ho detto...

..che le chiacchiere che preferisco sono quelle dopo pranzo, ancora seduti a tavola, mentre si beve con calma il caffé.

Così ieri con il mio fratellino acquisito e la sua fidanzatina. Si vogliono molto bene, quei ragazzi. Vogliono aprire un bar insieme, sposarsi un giorno, avere dei figli. Che saranno belli come loro, coccolati da tutti ma soprattutto dalle nonne.

Io per la verità delle future nonne ne conosco una, la mia "mamma di Bologna", la mamma di lui.

La mamma di lei non la conosco perché vive in Marocco. La Religione causa qualche problemuccio. Lui la sua la rinnega, lei fa solo il Ramadan, per il resto, e se non fosse per i suoi occhioni mediorientali, passerebbe per un'europea qualunque.

La mamma di lui vorrebbe che i nipotini fossero battezzati, la mamma di lei vorrebbe che il futuro genero si convertisse alla Religione Musulmana, E loro sono un po' smarriti, perché in fondo, chissenefrega di tutti 'sti impicci, basta che ci vogliamo bene. Io, da brava sorella maggiore, dico loro che no, invece, ci devono pensare, e prima possibile anche. Almeno si mettessero d'accordo loro due, poi con le rispettive famiglie si sistema tutto.

I dilemmi sono tanti: è giusto battezzare i figli se si vive in Italia e loro magari andranno al catechismo. Ma in fondo a Bologna c'è pure la moschea. E poi che cavolo, non li battezziamo proprio che poi a diciott'anni decidono da soli. Ma anche se li battezzi mica poi non possono decidere di convertirsi. Ma tu però potresti convertirti perché, se teniamo contenta tua mamma che li vuole battezzati, dobbiamo tenere contenta la mia che ti vuole musulmano. Ma a me della religione mia già non me ne frega niente, figurati se mi vado a convertire. Le religioni sono la rovina della società. Sì è vero. Sì è vero. Sì è vero. Ragazzi informatevi sulla giurisprudenza in materia di diritti civili nelle unioni miste e poi regolatevi di conseguenza. No perché in Marocco il matrimonio è valido solo tra musulmani. Sì però vedi, magari c'è un modo per farlo valere legalmente senza stare a convertirsi. E però tu fai il Ramadan e vuoi che lo facciano pure i figli. No i figli fanno quello che vogliono. Ragazzi ci rendiamo conto che si sta parlando di convertirsi alla religione musulamna per poter battezzare i figli con il rito cattolico? Siamo al delirio.

A un certo punto dichiaro che "ragazzi, qua famo notte e io devo tornare a lavorare" mi alzo e vengo braccata da lui che mi ringhia un "dove vai? Adesso stai qui e parliamo" NOI? Cioè, VOI E IO??? No, belli, dovete parlare voi due. E tirare fuori tutto tutto tutto. Mettersi a nudo. Questo è quello che serve".  "Sì, ma con te parliamo meglio, sei come una terapista di coppia" "Ecco, dopo il titolo onorifico di Psicologa da Bar, quello di Terapista de' Noantri mi ci voleva proprio".

Perché io lui lo conosco bene. Ha un cuore d'oro, ma a volte non si spiega bene. E poi è ancora un po' ragazzino, crede che l'amore sia vederla per forza allo stesso modo, se no forse manca qualcosa. Ah, quanto riderà di sè quando ci ripenserà col senno di poi. E lei è innamorata, ansiosa, e ha paura.

Lei lo sa come funziona. Sa che la vita non è uguale per tutti, e sa che se ti sposti di mezzo metro vedi tutto in un'altra prospettiva. E magari di prospettiva giusta ce n'è più di una. E magari a volte i punti di vista finiscono per convergere.

Lei crede che lui non riesca ad accettare la sua famiglia marocchina, perché siamo tanto diversi, perché si parlano lingue diverse, perché perché perché. O chissà, forse ha paura che la sua mamma marocchina non accetti lui. E forse vorrebbe tenere contenta la sua mamma, che non vede mai, e che le manca tanto, e verso cui si sente un po' colpevole. Perché tutte le figlie che vanno via da casa si sentono un po' colpevoli per aver lasciato sole le loro mamme.

Insomma, lei ha paura, non riesce a spiegarlo a lui, e lo aggredisce.  E lui non capisce il perché. Non capisce perché tutto debba essere così maledettamente difficile.

E cosa potevo consigliare io, loro terapista di fiducia? Solo di mettersi con calma seduti e parlare. Parlare delle loro rispettive paure, provare serenamente a tirare fuori, anche facendosi un po' violenza, quello che proprio non vuole uscire per paura di.

I ragazzi mi aspettano nel fine settimana per la seconda seduta. Rigorosamente dopo pranzo, al momento del caffé.

 

 

IKilledBarbie nella categoria love love love, la vita, les amis

commenti (4)

oggi è venerdì, 19 ottobre 2007

ore 00:14

Ti racconto una cosa bella...

Per comodità parcheggio sempre la macchina dall'altra parte del viale. E c'è un semaforo che dura sempre troppo poco per riuscire ad attraversare il lungo incrocio. Quindi appena scatta il rosso dall'altra parte, non si aspetta che l'omino diventi verde per cominciare ad andare. Stasera c'era questa coppia di persone anziane davanti a me. Erano carini, in salute. Appena è diventato rosso alla nostra destra, lui ha preso la mano di lei, e insieme, sempre tenendosi per mano, con una corsetta hanno attraversato il semaforo. Avevano l'espressione di due ragazzini. Sono diventati bellissimi.

Avrei voluto fermarli per dirgli che spero tanto che mi succeda quello che è successo a loro. Ma non sta bene disturbare gli innamorati.

IKilledBarbie nella categoria love love love, la vita

commenti (10)

oggi è domenica, 14 ottobre 2007

ore 14:04

Voi, ragazzi di oggi.

Immagini mischiate di gioventù.

L'Osservatorio questa settimana si è concentrato sull'analisi del "tipico ragazzino" del 2007.

Complici una lunga (e lenta, causa borsone da viaggio esageratamente pesante) traversata del centro di Bologna a piedi, direzione Stazione Centrale, e pellegrinaggio diurno per le vie del centro di Milano, mi sono imbattuta nel variegato mondo dei giovani. Non i giovani della mia età, che restano di prepotenza nella categoria solo perché non è ancora stato dato un nome al nuovo modello, bensì i giovani adolescenti.

Più le giovani adolescenti, in effetti.

Il loro mondo in realtà non è affatto variegato. Ma nemmeno il nostro lo era quindici anni fa. Solo che noi abbiamo avuto la fortuna di non avere come padrone delle nostre menti il Dio Fashion System.

Ragazzini pettinati come i Beatles e vestiti come i punk degli anni '80. Ragazzine bellissime con maglie a righe sui leggings e le ballerine ai piedi. E penso a come ero vestita io. I jeans arrotolati alla caviglia e la camicetta con i merletti al bordo del collo. Per noi non era prevista una moda. Noi ci dovevamo arrangiare da soli a trovare un'identità, nel passaggio dall'infanzia all'età adulta. Ma non è questa la differenza, ché anche loro, gli emo ragazzi di oggi, subiscono gli sconquassi causati dall'adolescenza, proprio come noi allora. Se dall'omologazione saranno facilitati o no, questo non posso saperlo. Mi auguro solo che questo terribile periodo della loro vita lo vivano più intensamente possibile, e che arrivati a trent'anni possano sorridere affettuosamente di loro stessi, come io faccio con la Luana del 1992.

Cerco nei loro occhi la mia innocenza, ma fatico a trovarla. Ripenso a quella ragazzina, in stazione, capelli castani liscissimi e lunghissimi, visino magro e dolce, ancora una bimba. Gettava nel cestino dei rifiuti un cartone dei succhi di frutta, e mi ha colpito il gesto, accompagnato dalla sua espressione.

Si può descrivere un gesto, un'espressione, a parole? Qualcuno sicuramente possiede i mezzi per farlo. Kundera ha splendidamente descritto gesti ne L'Immortalità. Ma io non ho mezzi e non sono Kundera, quindi fallirò.

Un gesto studiato, o senza meno ragionato. Che esprimeva qualcosa come "se avessi uno schiavetto che facesse al posto mio i lavori sporchi, tipo avvicinarmi a un cestino dei rifiuti, sarebbe molto meglio perché questo tipo di cose non mi si confà" e un'espressione mista fra l'altezzoso e il disgustato che voleva dire "che mondo è questo, in cui mi tocca fare un lavoro sporco come buttare via la spazzatura? Dov' é lo schiavetto che mi spetta di diritto in quanto facente parte della categoria gran donna?" .

Mi sono chiesta se l'abbia mai fatto anche io. Se abbia mai testato un gesto o un' espressione da gran donna per vedere l'effetto che fa. Non me lo ricordo.

Mi ha fatto tenerezza, ma anche un po' pena. Avrei voluto fermarla per dirle che DOVEVA ancora essere bambina. Che gran donna, donna, sarebbe stata poi, che avrebbe avuto tutto il tempo e l'esperienza giusta per riempirsi di quell'espressione, senza fatica, naturalmente. Perché quando si diventa donne lo si diventa in tutto, ma poi bisogna tenerselo cucito addosso, quell'essere donna, non si torna indietro. Si deve convivere con tutto quello che la cosa in se comporta. E non sempre è facile.

Ma in realtà penso che quella ragazzina stia crescendo, sta trovando la strada, come è successo a me, come succede per tutti. Solo con modalità e vestiti diversi.

E poi ripenso alle tre ragazzine, quelle che mi precedevano per strada mentre andavo in stazione. Con gli zainetti in spalla, loro oggi con l'Eastpack, noi allora con l'Invicta. Ma le frasi scritte col pennarello sono sempre lì, sugli zaini e nei diari pieni di tutto tranne che di compiti a casa. Ho letto di amore, di amicizia, di senso di disperazione su quegli zaini Eastapck. E ho scritto di amore, amicizia e disperazione sul mio Invicta.

Lì ho ritrovato un po' della mia adolescenza. Mi sono riconosciuta. E ho sorriso teneramente.

 

IKilledBarbie nella categoria la vita

commenti (17)

oggi è mercoledì, 03 ottobre 2007

ore 13:52

Nell'attesa ti scirvo.

Perché ho bisogno di dirti delle cose. Di farti sapere quanto sei importante per me. Perché, anche se lo sai, il tuo dolore è il mio dolore, e la tua gioia è la mia gioia.

E'stato un naufragio su un' isola virtuale che ci ha fatto incontrare, e dopo tanto tempo ormai, siamo qui in questo mare di vita vissuta.

Non credevo, prima di conoscere te, che esistesse persona al mondo che volesse prendermi all inclusive. Poi, grazie a te, ho scoperto che dovevo darmi, all inclusive, per scoprire che c'è mondo che accetta e ama il mio mondo.

Nonostante abbia qualche anno più di te, sei tu che mi insegni.

Da te ho imparato che nonostante la vita a volte ci piazzi sulla strada ostacoli che sembrano impossibili da superare, c'è un modo. Si cade, ma poi ci si rialza, e sebbene all'inizio si zoppichi un po', perché le brutte cadute fanno male, alla fine si cammina, e poi si corre di nuovo.

Questa potrebbe essere una lunga corsa, Angelo mio. Ancora non sappiamo niente. Dovrò, dovremo aspettare. Vorrei essere lì con te, ma non si può. Quante volte avrei voluto essere con te. C'ero, lo sai. Ma non per abbracciarti. Non per sorriderti. E lo so che anche tu ci sei sempre, in qualche modo, ma anche io ho bisogno di vedere il tuo sorriso, di sentire il tuo abbraccio. La sorte ci ha voluto anime gemelle, ma in città diverse.

E sono qui che aspetto di sapere. E sono qui con il cuore in gola. E sembra scemo, lo so, perché non sono io, ma è come se fossi io, perché siamo due, ma siamo una persona sola.

E ti scrivo anche perché tu sappia che come te non ci sarà mai nessuno, e non so se davvero lo pensi, che non è più come prima. E' SEMPRE COME PRIMA. Sei tu il mio cuore, tu l'anima che conosce più a fondo la mia anima.

Ultimamente ripenso a tante cose, quelle che ci hanno unito. I tanti momenti felici, quelli tristi, i nostri segreti, le nostre parole in codice. Che solo noi sappiamo. E nessun'altro.

Ecco, volevo solo dirti che aspetto. E intanto che aspetto le emozioni si mischiano, e la paura è tanta, e la speranza è tenace. E che ti voglio bene, che ti sono vicina. E che sempre, e per sempre, il tuo dolore sarà il mio dolore, la tua gioia sarà la mia gioia.

 

IKilledBarbie nella categoria my own

commenti (18)

oggi è lunedì, 01 ottobre 2007

ore 00:16

Florence Broadhurst

Continuò a regalarsi amanti più giovani di lei anche dopo i 70 anni. Aveva capelli rosso fuoco, portava le minigonne e si faceva i lifting.

A 23 anni fu Miss Bobby, e faceva l' attrice di varietà.

Dopo qualche anno fondò a Shangai la Broadhurst Academy, dove si insegnavano musica, dizione, arte e giornalismo.

Negli anni '30 sposò uno speculatore di Borsa e si trasferì a Londra dove, sotto il nome di Madame Pellier, si spacciava per una stilista francese.

Poi venne la guerra, e si trovò a gestire prima un banco di pegni, e poi una società di traghetti.

Negli anni '50 era in Australia, suo paese natale, sotto le mentite spoglie di una pittrice inglese, poi di una cantante inglese, poi di una ricca allevatrice di bestiame inglese, poi di amica personale della Regina Madre.

In Australia ebbe un figlio dal suo compagno, con il quale fondò una compagnia di camion.

Poi ebbe un'intuizione. A quell'epoca i tessuti per tappezzerie e carte da parati venivano importati dall'Europa, e lei, che in Europa c'era stata, e la moda la conosceva, decise che li avrebbe prodotti. Arrivavano ordini dagli sceicchi arabi e da nomi come Estée Lauder, ma il 15 ottobre del 1977 fu massacrata nel suo Atelier di Sydney.

Non si è mai scoperto il movente né l'assassino, ma nell'Atelier quel giorno Florence stava preparando due tazze da thé.

Pare che una famosa medium australiana le abbia predetto una morte atroce entro quattro mesi. E così fu. E pare che molte sensitive abbiano parlato con lei dopo la sua morte.

Florence Broadhurst fu dimenticata, con  tutte le sue stampe, subito dopo. Otto anni fa un certo David Lennie acquistò tutti gli stampi di Florence, e un anno dopo un designer giapponese, Akira Isogawa, presentò a Parigi alcune stampe.

Oggi le stampe di Florence sono sui muri di moltissimi club e hotel alla moda in tutto il mondo, e anche questo blog è stato tappezzato, dalla bravissima Stexillusion, con una famosissima stampa di Florence Broadhurst.

Tanto dovevo a questa donna affascinante, che ha vissuto a metà tra Mata Hari e Coco Chanel, e tanto dovevo alla mia bravissima web designer.

 

IKilledBarbie nella categoria le donne

commenti (4)

Victim of the Fashion System

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons.

Questa sono io!

Utente: IKilledBarbie
Nome: I Killed Barbie
Diciamo che sono soprattutto una ragazza, a volte neanche troppo, con tutte le fissazioni tipiche delle ragazze (shopping, uscire con le amiche, sognare il principe azzurro..). Convinta che tutti gli uomini cadano ai miei piedi a ogni mio sbattere di ciglia, non mi scoraggio se poi non succede. Una ragazza un po' Fashion e un po' Victim,una giusta via di mezzo. Tutta da scoprire, ma non troppo però, ché poi mi viene il raffreddore.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Amo

Amo soprattutto me stessa. E anche un paio di altre persone.

Odio

Sono una brava ragazza, e le brave ragazze non odiano. Ma sono soprattutto una ragazza alla moda, e le ragazze alla moda detestano. Io detesto la volgarità gratuita, la malafede e gli abbinamenti che non fanno pendant.

Pensieri

Penso. ...Penso???


ok, ci penso...


Musica, libri e dintorni

...........................

Coming soon books..

E-mail

clicca qui

Passato

oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
ottobre 2007
settembre 2007

Categorie

la vita
le donne
les amis
love love love
me and the fashion system
my own
un bel gioco dura poco

Ultimi commenti

utente anonimo in Sonetto XLIII
utente anonimo in Sonetto XLIII

Foto

Contatore

*loading* visite silenziose...

Altri blog

-------------------
Anemy... blablabla senza pretese
In comode rate
la duchessa
Metrolab
Mr. Rubi
Pasticcigrafici - Stexillusion's
Pietro, Mon Prince Charmant
Una Persona Intorno


Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Credits

Template pasticciato da Stexillusion
Lo trovi su
Pasticcigrafici - Stexillusion's
Immagine di Florence Broadhurst
Image hosting by Altervista e Photobucket
Blog Hosting... ovvio, Splinder